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Outdoor, esperienze di crescita nel verde progetto pedagogico.

SCUOLE

Il modello pedagogico di riferimento è quello dell’educazione all’aperto, o outdoor education, e della pedagogia esperienziale:  modalità educative, vaste e versatili, basate sulla pedagogia attiva.
Numerosi studi hanno dimostrato quanto l’opportunità di passare del tempo all’aperto, soprattutto in spazi verdi, porti ad un calo di stress, miglioramenti nell’apprendimento, nel comportamento e nella socializzazione. (Bortolotti, 2018).
A Capriolandia i bambini hanno  la possibilità di vivere esperienze completamente immersi nella natura e di godere di tempi distesi, esperienze spesso a loro precluse nella quotidianità urbana. A fronte di routine giornaliere piene di impegni e di tempi congestionati da attività di vario tipo  la possibilità di rilassarsi e di godere appieno delle potenzialità offerte in ogni momento dalla natura diventa una esperienza impagabile.

Questo cosa significa?

Significa offrire a tutti i bambini il proprio di tempo di scoperta, di esplorazione, di osservazione, di manipolazione, di rielaborazione e di gioco. Permettere ai bambini di  osservare il tragitto di una formica, seguire un grillo, sdraiarsi sull’erba a guardare le nuvole, scivolare sulla terra secca, giocare con il fango, raccogliere fiori, nascondersi tra i cespugli,  sentire l’odore della pioggia, manipolare la terra, vedere i colori dei diversi prodotti dell’orto,  toccare le diverse consistenze e forme delle foglie, e molto altro ancora.
Il parco offre infatti la possibilità di interagire quotidianamente con la natura in modo attivo, in completa libertà esplorativa.
In quest’ottica assume un’ importanza fondamentale l’esperienza diretta:  i bambini, grazie all’ampia gamma di occasioni offerte dalla natura, avranno la possibilità di vivere giornalmente vere avventure e di usare tutti i cinque sensi e grazie alla Zip-Line, anche il “sesto” senso…quello del volo!.
La natura stimola l’iniziativa, la creatività e la fantasia per giochi sempre nuovi. Il gioco con materiali naturali fa diventare il bambino un tecnico, un filosofo, un artigiano, un esploratore, uno scienziato e un acrobata.

All’interno di questo ambiente, già ricco di diversi stimoli, per i bambini sono stati allestiti spazi dedicati a specifiche attività che sviluppano e rafforzano competenze già attivate dall’outdoor.

  • Percorsi orienteering
  • orti didattici
  • frutteto didattico
  • percorso nel bosco
  • percorso nella bio diversità del Rio Landia
  • percorso sensoriale
  • utilizzo dell’Argilla per manufatti e giochi
  • zip Line
  • studio e avvistamento animali selvatici autoctoni, impronte, abitudini.
…sulla sicurezza

Negli ultimi anni si è creato uno “scollamento tra pesanti apparati di norme e regolamenti di prevenzione e sicurezza nelle istituzioni educative e i diritti dell’infanzia che ogni educatore e insegnante dovrebbe impegnarsi a promuovere” (Roberto Farnè, 2018).
Quando parliamo di diritti dell’infanzia ci riferiamo alla possibilità per i bambini di sviluppare in outdoor alcuni dei bisogni primari per il loro sviluppo: la possibilità di saltare, correre, inciamparsi, capire perché si è inciampati, cadere e rialzarsi, confrontarsi con le proprie capacità e quelle degli altri. Tutto questo implica  incorrere nel rischio, ma con l’accezione positiva dell’imparare a valutarlo, dell’assecondare o trovare gli strumenti per superare certe paure. Il bambino capisce che cosa vuol dire rischioso anche mettendosi alla prova, affiancato dall’adulto.
L’ iperprotezione è antipedagogica perché non permette al bambino di crescere in modo armonioso, non permette al bambino di fare tutte quelle esperienze che pian piano lo portano a valutare in autonomia le situazioni.

L’autonomia è una conquista che si acquisisce attraverso la consapevolezza dei propri limiti. Il nostro approccio educativo mira ad aumentare nei bambini questa consapevolezza.

Nella nostra pratica pedagogica questo significa gestire in sicurezza gli spazi utilizzati, attraverso un’opportuna predisposizione dell’ambiente stesso e della regolamentazione delle azioni che possono o non possono essere intraprese. I bambini vanno educati a comportamenti responsabili verso i pericoli, grazie all’esperienza del rischio, emergente dalla consapevolezza dei propri limiti individuali e costruita dalla relazione in prima persona con l’ambiente esterno.
I bambini sperimentano in ogni istante il delicato equilibrio tra libertà e disciplina.
Le regole sono poche e semplici e la libertà di cui i bambini potranno usufruire sarà strettamente connessa alla loro capacità di rispettare le regole.
E in tutto questo quale è il ruolo dell’adulto?
L’adulto diventa co-costruttore dell’equipaggiamento che permette al bambino di sentirsi sicuro nel prendere le distanze dall’adulto di riferimento in un lento e graduale processo di autonomizzazione (L. Carpi, 2018)

Tutto questo avviene in un parco di 7 ettari, un parco privato, protetto quindi da possibili elementi imprevisti, come invece può accadere in uno spazio pubblico.